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un Esercito Regionale? by Lega - inaccettabile -

un Esercito Regionale? by Lega - inaccettabile -

Posted On martedì 5 aprile 2011 at a martedì, aprile 05, 2011 by Avv. Francesco Querci La Lega promuove un esercito regionale, cosicchè la Toscana in caso di Ordine Pubblico o Calamità avrebbe a disposizione un'autonoma forza militare, armata in modo leggero per fare fronte alle varie emergenze. Quindi un nuovo corpo militare/di polizia che va ad aggiungersi a Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, polizia Provinciale e polizia municipale.

Così dopo le ronde, un esercito made in Tuscany.

Si consideri, e l cosa non è di poco conto,che la creazione di un esercito implica l'impiego di risorse ingenti, l'acquisizione di immobili e mezzi, la crezione di un organigramma, ufficiali,sottofficiali e via dicendo, con una lievitazione di costi per la comunità che definirei da "irresponsabile", solo averlo immaginato.

In un momento in cui le nostre forze di polizia sono impegnate ad ogni livello per fare fronte all'emergenze, il nostro esercito è impegnato a livello globale in missioni assai delicate, il partito del carroccio si inventa - per una sprovveduta ricerca di un riscontro mediatico (e forse non solo!) - una nuova forza armata in grado inevitabilmente di sottrarre quelle risorse indispensabile al mantenimento degli impegni dell'Esercito Italiano e delle forze di Polizia.

Se si volesse seriamente approcciare la questione, bisognerebbe parlare di maggiore investimenti per le forze di polizia sul territorio, dotandole di ogni mezo all'avanguardia per fronteggiare le emergenze conseguenti agli esodi,umanitari sempre più massicci o le calamità naturali e per il contrasto all'illegalità, specie quella di carattere organizzata o finanziaria che necessita di reparti investigativi sempre più tecnologici e all'avaguardia come addestramento e mezzi.

Rafforzare i Tribunali, inoltre, dove lo stato di diritto deve essere tutelato quale segno distintivo di civililtà e di una democrazia per uno stato moderno (assieme al sistema carcerario), invece di pensare a escogitare qualcosa che, in relatà, cozza con il sentimento d'unitarietà del nostro Esercitito che, a llivello mondiale, si è sempre dimostrato all'altezza di qualsivoglia sfida a livello umanitario, a confronto di eserciti ben più blasonati a livello militare.

L'Esercito Italiano e le Forze di Polizia, carabinieri e Finanza, in campo umanitario sono divenuti un'eccellenza italiana, da premiare e certo non da penalizzare.

Francesco Querci

Consigliere Provinciale

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un Esercito Regionale? by Lega - inaccettabile -

La Lega promuove un esercito regionale, cosicchè la Toscana in caso di Ordine Pubblico o Calamità avrebbe a disposizione un'autonoma forza militare, armata in modo leggero per fare fronte alle varie emergenze. Quindi un nuovo corpo militare/di polizia che va ad aggiungersi a Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, polizia Provinciale e polizia municipale.
Così dopo le ronde, un esercito made in Tuscany.
Si consideri, e l cosa non è di poco conto,che la creazione di un esercito implica l'impiego di risorse ingenti, l'acquisizione di immobili e mezzi, la crezione di un organigramma, ufficiali,sottofficiali e via dicendo, con una lievitazione di costi per la comunità che definirei da "irresponsabile", solo averlo immaginato.
In un momento in cui le nostre forze di polizia sono impegnate ad ogni livello per fare fronte all'emergenze, il nostro esercito è impegnato a livello globale in missioni assai delicate, il partito del carroccio si inventa - per una sprovveduta ricerca di un riscontro mediatico (e forse non solo!) - una nuova forza armata in grado inevitabilmente di sottrarre quelle risorse indispensabile al mantenimento degli impegni dell'Esercito Italiano e delle forze di Polizia.

Se si volesse seriamente approcciare la questione, bisognerebbe parlare di maggiore investimenti per le forze di polizia sul territorio, dotandole di ogni mezo all'avanguardia per fronteggiare le emergenze conseguenti agli esodi,umanitari sempre più massicci o le calamità naturali e per il contrasto all'illegalità, specie quella di carattere organizzata o finanziaria che necessita di reparti investigativi sempre più tecnologici e all'avaguardia come addestramento e mezzi.

Rafforzare i Tribunali, inoltre, dove lo stato di diritto deve essere tutelato quale segno distintivo di civililtà e di una democrazia per uno stato moderno (assieme al sistema carcerario), invece di pensare a escogitare qualcosa che, in relatà, cozza con il sentimento d'unitarietà del nostro Esercitito che, a llivello mondiale, si è sempre dimostrato all'altezza di qualsivoglia sfida a livello umanitario, a confronto di eserciti ben più blasonati a livello militare.
L'Esercito Italiano e le Forze di Polizia, carabinieri e Finanza, in campo umanitario sono divenuti un'eccellenza italiana, da premiare e certo non da penalizzare.
Francesco Querci
Consigliere Provinciale

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APPROVATA in CONSIGLIO PROV E COMUNALE MOZIONE UDC AREOPORTO


E' stata approvata dal Consiglio Provinciale la Mozione UDC, CONTRO la proposta regionale, relativa alla “nuova pista parallela” dell’Aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze, con i voti di UDC, PD, LEGA NORD e IDV e l'astensione del gruppo PDL.

IL Giorno Successivo in CONSIGLIO COMUNALE la stessa MOZIONE presentata dal Gruppo UDC in Comnune, passa ALL'UNANIMITA

Il il dibattito che è seguito alla proposta regionale debba essere ricondotto nella ben più ampia necessità della “riqualificazione” e dell’“ammodernamento” delle infrastrutture e dei trasporti, via terra e via cielo, della Toscana e, nello specifico, dell’Area Metropolitana Firenze-Prato-Pistoia e dei suoi collegamenti con il Mare (Livorno e Pisa) e che tale dibattito culturale e politico cittadino debba tendere verso un ben più importante e prioritario “Aeroporto della Toscana” il quale, a ben considerare entrambe le realtà aeroportuali di Firenze e Pisa, non può prescindere da un loro diretto e fondamentale coinvolgimento secondo funzioni specifiche e gerarchie nazionali, continentali e intercontinentali.
Solo l'aeroporto di Pisa sembra meglio rispondere all'esigenze così come appena descritte, per logistica e potenzialità di espansione.
Ritenendo necessario
a) come prioritario e necessario, prima ancora di parlare di una “nuova pista” e mai parallela ovvero di un prolungamento della pista esistente dell’Amerigo Vespucci, inserire la questione dell’ammodernamento dei due attuali aeroporti della Toscana in un ammodernamento delle rete infrastrutturale e di collegamento terrestre, che coinvolga l’intera area metropolitana e il contestuale collegamento con Livorno e Pisa, al fine di una riqualificazione di entrambi gli aeroscali, ovvero della realizzazione del ben più importante e necessario “Aeroporto della Toscana”, senza fare emerge controproducenti lotte campanilistiche a vantaggio dell’una e dell’altra delle due città toscane di Firenze e di Pisa.
b) come prioritario e fondamentale, in una situazione di forte crisi socio-economica come stiamo attraversando, considerare la Toscana una “grande provincia” dell’Europa e vedere il potenziamento delle reti infrastrutturali, compresi entrambi gli aeroporti di Firenze e di Pisa, un’occasione di potenziamento di tutti quei servizi a sostegno dello sviluppo economico, imprenditoriale e turistico di cui oggi Prato, l’Area Metropolitano di Firenze-Prato-Pistoia, la costa e l’intera Regione attendono il rilancio.
Francesco Querci, capogruppo Provincia

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Finanziaria regionale e Prato: Incontro con le categorie (UDC)

Confronto con gli amministratori e con le categorie
Palazzo Vestri (Provincia di Prato) 13/12/2010.

I tagli e la gestione dei fondi a disposizione con la centralizzazione delle risorse rischiano di aggravare il peso del nostro territorio.

L'esame della finanziaria, nei suoi aspetti legati alla realtà territoriale pratese, ha evidenziato dubbi e perplessità nel coniugare l'esigenza di svluppo economico e di frenare una crisi sempre più evidente anche nel sistema Toscana.

Finite le sicurezze di cui la sinistra si era fatta portatrice fino a poco tempo fa, di una Toscana ridente e bene amministrata, si evidenzia una crisi con una delicata fasedelle scelte. Al minor flusso di denaro da Roma, fanno eco le priorità imposte dal Governatore della Toscana nell'individuazione dei comparti da salvaguardare e quelli da penalizzare. Ne escono pressochè immutati i conferimenti per la sanità, che assorbono l'80% del bilancio della Regione, che secondo Rossi, evidentemente, sarebbee sente da sprechi (possibile?!): un premio per chi insomma sino ad ieri ne era infallibile assessore, oggi presidente regionale.

Si colpisce in modo duro il sociale: si taglia dalla regione di altre € 400.000,00 – riporta la notizia l'assessore pratese Mondanelli – ma fortunatamente è notizia di oggi che il Governo ne ha stanziati 600.000,00.

Si riducono in modo consistente i conferimenti per il trasporto pubblico con la conseguente messa in crisi di un sistema della mobilità pubblica che - come ha riportato nella sua dettagliata relazione il Direttore della CAP Alberto Banci – mette in crisi un'azione congiunta azienda-provincia-comune, che aveva portato a raddoppiare gli utenti del servizio negli ultimi 5 anni. Un indebolimento delle aziende private costrette, fra l'altro, a reinventarsi a causa della volontà di Rossi di creare un gestore unico dei trasporti della Toscana; decisione che lascia perplessi anche per il concreto rischio che il servizio pratese (per l'appalto unico regionale) possa addirittura cancellare la realtà locale, oggi un'eccellenza in regione e ciòa favore di multinazionali straniere). La cooperativa, ha aggiunto Banci, non intende mollare e a riprova intende portare avanti sia il progetto della nuova sede dei deposito presso il casello autostradale in sostituzione di quello attuale, sia dell'acquisizione di parte della LAZZI.

Si sopprimono le Agenzie Per il Turismo Provinciali, facendo così venire meno – sottolinea Nardini Presidente della Confcommercio – quella minima garanzia di disponibilità economica da spendere sul territorio pratese, con riflessi positivi per il settore da lui rappresentato, mentre si crea un sistema centralizzato regionale tutto da ristudiare.

Aspetti tutti – dice Bellandi Segretario CISL – che aprono fronti di crisi ulteriori nel mercato del lavoro, dai potenziali contenziosi riguardo alle APT, agli esuberi della CAP, ponendo l'accento sulla necessità alla base di una riforma fiscale idonea a recuperare il somero e premiare chi produce ed investe nella legalità.

Il Presidente del Consiglio Maurizio Bettazzi, ha caretterizzato il proprio saluto nel riportare le posizioni in ANCI e UPI,

Il Sindaco di Prato Cenni, ha evidenziato come la politica regionale, anche nella gestione dei bandi sul territorio, sia miope adottando criteri astratti ben lontani dalla valutazione delle concrete necessità del territorio e incapace di contrastare gli eventi eccezionali delle singole realtà: criteri spesso legati ai numeri dei residenti anziché collegate alle diverse esigenze di quelli. Ne esce una grave sottovalutazione a livello regionale di Prato, terzo comune dell'Italia Centrale dopo Roma e Firenze, troppo spesso avvallata dagli ex amministratori locali pratesi.

All'acceso dibitatto, introdotto dal Capogruppo in Provincia Francesco Querci, specie per gli aspetti più collegati alle politiche provinciali interessate dalla finanziaria (trasporto pubblico, acqua e rifiuti, ATP) è seguita una relazione di Giovanni Bambagioni e un appello del segretario regionale UDC, Lorenzo Zirri, rivolto al Sindaco, affinchè Prato diventi esempio di buon governo del territorio, ovvero concreto esempio della validità dell'alternanza al governo nelle amministrazioni locali. Ha concluso Enrico Mencattini, presidente UDC.

Nella sostanza, oggi, esaminate le scelte di dove tagliare da parte del Governatore, dobbiamo ad ogni levello, comunale, provinciale, ma anche da parte delle singole categorie e delle aziende che operano sul territorio, alzare l'attenzione sulla gestione dei fondi a disposizione della Regione per evitare l'isolamento. La crisi, occasione di rinascita, ma anche di serrato confronto. Essenziale la difesa di Prato, delle garazie sociali e di sviluppo economico del nostro territorio.

Francesco Querci (capogruppo udc Provincia)

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Finanziaria Regionale e Prato (Udc Prato) 13\12\2010

Il Gruppo Provinciale con il Gruppo Comunale UDC, organizzano un incontro a Palazzo Vestri al quale, alla presenza fra gli altri del Sindaco Cenni, affronteranno la finanziaria regionale ed i suoi riflessi su Prato.


Il 13/12/2010 ore 20,00 presso Palazzo Vestri (Piazza Duomo di Prato).

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PD: un pugile suonato!

Come descrivere oggi la condizione in cui si trova il più grande partito d’opposizione, quel PD erede della tradizione del Comunismo italiano? L’immagine più ficcante è senz’altro quella del pugile suonato, preso a pugni da ogni parte ed incapace di reagire.

Il Pd oggi è strizzato a destra dall’Udc, che accredita presso l’elettorato moderato e riformista una maggiore concretezza e serietà, e a sinistra da Di Pietro, che riesce a trascinare la sinistra radicale e movimentista disillusa dalle satrapie del “partitone”.
Il Pd, sostanzialmente, ha annacquato e depotenziato due storie e due identità di cui non ha saputo operare una sintesi efficace. Oggi nel Pd si vedono, in maniera confusa, scimmiottature americanegggianti del modello Obama, pulsioni veterocomuniste, istanze radicali, sparuti rigurgiti conservatori. Mancano una guida autorevole, una linea politica chiara. Anche la classe dirigente locale, pur proveniente da scuole importanti e solide, come quelle del Pci e della Sinistra Dc, sta andando in confusione. Il reticolo delle Case del Popolo e delle Coop è smarrito ed incerto, privo di punti di riferimento. La Cgil si smarca e detta le condizioni, in una assurda e intollerabile invasione di campo rispetto alla politica. Le associazioni laicali che da sempre hanno fiancheggiato il prodismo oggi brancolano nell’incertezza. Mancano addirittura candidature credibili se, nel Lazio, si è andati a consegnarsi, mani e piedi legati, alla Bonino.
Di questo stato di cose Poggio a Caiano è un caso emblematico. Il Pd, in un paese di radicata tradizione cattolica e tuttora moderato, a pochi giorni da una difficile tornata elettorale, va a promuovere una campagna per il testamento biologico, mettendo in grave imbarazzo il suo Sindaco e regalando un formidabile assist all’Udc. Qualche anno fa i Ds, pure laicisti, non avrebbero mai commesso un così madornale errore, segno evidente di un malessere profondo.
Immaginiamo la delusione cocente degli amici della Ex Margherita (le defezioni della Binetti, di Lusetti, di Carra e, ancor prima, di Rutelli, sono emblematiche).
La Margherita era un progetto ambizioso che doveva costituire la nuova fase dell’impegno del Cattolicesimo progressista. Prodi, pur in modo frammentario e piuttosto equivoco, aveva realizzato il postulato dossettiano del compromesso tra la Sinistra Dc ed il Partito Comunista. La Margherita doveva realizzare il passo ulteriore, consistente in una decisa deideologizzazione, nel superamento dei vecchi schemi europei Socialismo / Popolarismo, per giungere ad una nuova formazione, mai prima vista in Italia, di matrice riformista e solidarista, capace anche di sintesi virtuose nel campo dei valori. Le speranze però sono state del tutto disattese, perché è venuta fuori una semplice accozzaglia di storie diverse, senza progetto, senza prospettive, prigioniera di vecchi steccati e di antiche liturgie. I motivi di questo flop, politologico ancor prima che organizzativo, non possono essere analizzati qui, perché sarebbe, davvero, cosa troppo lunga.
Quello che è da chiedersi è se il Pd sia oggi in grado di costituire l’alternativa al berlusconismo. Fino ad ora il Governo ha potuto agire praticamente senza opposizione, essendo stato il Pd più impegnato a dissanguarsi nelle proprie beghe interne (la via crucis Veltroni – Franceschini – Bersani), a cedere roccaforti storiche come Prato, che a contrastare la deriva populista del Paese.
Il Pd ha lasciato che altri, ora Di Pietro, ora la Bonino, ora la Cgil, dettassero l’agenda politica del partito.
Senz’altro più efficace è stata l’opposizione “repubblicana” messa su, con povertà di mezzi ma non di idee, dallo Scudocrociato. Ne è prova che Berlusconi non attacca Bersani ma Casini.
E’ urgente che la politica italiana cambi. I rischi per la democrazia ci sono e non possono essere nascosti.
Gli elettori del Pd, specie quelli moderati, debbono chiedersi se, per un cambio di passo e per la tutela dei valori costituzionali, sia più utile tentare di rianimare un corpo morto ed eteroguidato, oppure se non convenga dare forza e gambe a quel grande progetto che è l’Unione di Centro.
Il mio consiglio è scontato. Il voto utile è quello all’Udc.
Cristiano Maria Ciani

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I dati: l'UDC cresce a Prato alle Regionali 2010 (Pdl in caduta libera, avanza la Lega)

I dati che provengono dalle elezioni regionali, evidenziano innanzitutto la marcata astensione dell'elettorato, a nostro avviso da ricondurre in Toscana a due motivi principali:

  1. la disaffezione dei cittadini per una politica nazionale priva di contenuti reali.
  2. lo scippo del voto di preferenza dalla legge regionale toscana.
In entrambi i casi a farne le spese i due maggiori partiti di maggioranza, ovvero gli attori principali della scadente politica a livello nazionale (e regionale!!!) così come della legge regionale, frutto di inciucio PD/PDL (Martini/Verdini).

Risultato di questo: PD e PDL arretrano vertiginosamente, avanzano IDv Lega e UDC.

PRATO
Rispetto l'ultima tornata elettorale e nonostante gli stimoli della passata campagna elettorale del 2009, a farne maggiormente le spese la PDL locale che arretra maggiormente rispetto al PD. Perde sostanzialmente 10.000 voti ( 1/3 di quelli che aveva) con un arretramento superiore rispetto al dato nazionale e regionale. La Lega sembra maggiormente avvantaggiarsi dalla falla piddiellina.
PD, anch'esso con numeri in senso negativo, ma recupera sul dato generale; il fatto conferma che l'elettorato tradizionalmente di sinistra ha voluto punire alle scorse aministrative l'inefficienza della giunta di sinistra.
UDC CRESCE A PRATO
sostanzialmente conferma il dato delle provinciali, ma recupera percentuale e voti sul Comune di Prato (da 3,2 a 4,6), avanza ripetto alle scorse Regionali e anche rispetto le Europee.
L'UDC Pratese evidentemente, piace al proprio elettorato che è tornata a votarla, guadagnando quel poco che basta per essere in controtendenza ai due partiti maggiori e in particolare di una PDL che, pur condividendo la coalizione per il Comune, da quella piazza - ed in modo irriguardevole - aveva mandato iripetutamente l 'ignobile appello al "Voto Utile" contro l'UDC a mezzo dei i suoi maggiori esponenti (sul palco Faenzi Matteoli Verdini e Magnolfi), che oggi invero pagano, loro più di tutti sul territorio pratese, la responsabilità politica di avere perso a Prato ben 10.000 voti, evidentemente per molti la scelta utile è stata quella di non votarli o di votare altro.

L'UDC Pratese RINGRAZIA TUTTI I PROPRI ELETTORI e i propri CANDIDATI per l'egregio lavoro svolto: Enrico Mencattini, Chiara Bambagioni, Vito Tarantini (per il collegio provinciale di Prato) e Lorenzo Marchi (presente nel collegio fiorentino).
UDC PRATO

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I dati e lo spoglio: elezioni PRATO 2010

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Tour pratese per il capogruppo al Senato dell’Udc Gianpiero D’Alia: “Ottimo il lavoro di contrasto all’illegalità”

dalia

Giro di incontri politici e istituzionali a Prato per il capogruppo al Senato dell’Udc, Gianpiero D’Alia. Ieri pomeriggio, accompagnato da una delegazione provinciale di maggiorenti del partito centrista il senatore, membro delle commissioni Giustizia del Senato e della bicamerale Antimafia ha incontrato il prefetto Maria Guja Federico, il sindaco di Prato Roberto Cenni, l’assessore alla sicurezza Aldo Milone e quello all’integrazione Giorgio Silli. “Sono qua per capire meglio una realtà che già conoscevo per la sua particolarità - ha detto il senatore - voglio esprimere, come rappresentante dell’Udc, la mia vicinanza alle iniziative dell’amministrazione comunale, che sta lavorando per contrastare in maniera più efficace l’immigrazione clandestina”. Riguardo alla necessità di un Cie in Toscana, D’Alia ha commentato: “Di per sé non risolve i problemi legati all’immigrazione, rappresenta più che altro un aspetto terminale di un circuito legislativo la priorità deve essere data all’integrazione”. L’esponente del partito di Casini è anche tornato a criticare, a proposito di contrasto dell’illegalità, lo scudo fiscale: “Ci siamo fortemente opposti, non perché non sia uno strumento utile per fare emergere i capitali, ma perché è stato pensato peraggirare le norme anti-terrorismo e anti-riciclaggio”. (c.a.p.)

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PRATO: Cesa per la presentazione dei candidati

Comitato Elettorale Provinciale di Prato
Elezioni regionali 2010
Sabato 13 Marzo ore 11.00

Salone Circoscrizione Centro
Sala Wilma Moscardi Mazzarrini Via dell’Accademia Prato
ON. CESA
Apertura della campagna elettorale dei candidati Pratesi



Per la presentazione dei candidati pratesi Enrico Mencattini - Chiara Bambagioni - Vito Tarantini
interverranno l'On. Lorenzo Cesa, Segretario Nazionale Unione di Centro, l'On. Francesco Bosi, Candidato Presidente Regione Toscana, On. Nedo Poli, Segretario Regionale Unione di Centro.
Coordina, Francesco Querci, capogruppo UDC Provincia di Prato e parteciperanno, Roberto Caverni, Assessore Comune di Prato. Antonio Longo, capogruppo UDC Comune diPrato.

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Faenzi o non Faenzi «Oggi, questo o quello uguali sono».

Querci (Udc): «Oggi, questo o quello uguali sono»


Prato, 16 febbraio 2010 - «In Toscana non è possibile una coalizione di centrodestra, e non per lo strapotere del PD toscano; questo è il paradosso dell’attuale legge elettorale. Nel luglio scorso in Consiglio Regionale, fra PD e PDL, si è consumato l’ultimo "compromesso storico" siglato con la modifica della legge elettorale la quale, non solo riduce il numero dei futuri consiglieri, eliminando fra l'altro le preferenze, ma rende il Consiglio appannaggio di un bipolarismo offensivo e forzato per i cittadini toscani.
Mentre a Prato è sembrata possibile ed è diventata realtà un’alternanza in virtù della figura del candidato civico Roberto Cenni, in Toscana al contrario si è negata radicalmente la possibilità con un colpo di spugna tutto legislativo, optando per governatore su nomenclature interne ai due partiti, senza alcuna apertura e coinvolgimento degli alleati (o potenzialmente tali). Come pensa il PDL di avere una sola chance senza cercare di coinvolgere il massimo dei consensi e delle forze politiche su un candidato condiviso?
Bisognerebbe che il Sindaco di Prato si candidasse a Presidente della Regione Toscana, ma di fatto anche questa ipotesi avrebbe le gambe corte perché le vere alternanze non si costruiscono su di un bipolarismo manipolato, per spartirsi incarichi e soprattutto per condividere politiche, come quelle dei termovalorizzatori, dietro le quali ragguardevoli interessi frenano ogni velleità di cambiamento e di indirizzo socio-economico.
Il dato politicamente saliente di queste elezioni regionali è che, mentre la Lega è concentrata ad ottenere il massimo dei consensi in termini percentuali, ma non di governance, il Popolo delle Libertà ha definitivamente firmato l’accordo per restare all’opposizione, grazie alla politica dei "tre forni" che lo vede "sposato" con la Lega al Nord, con l'Unione di Centro al Sud, ed in Toscana con il PD portandogli in dote la tanto agognata alternanza, tenendosi la difesa dei termovalorizzatori.
In una Toscana, svenduta o meglio spartita fra i due maggiori partiti, al "centro" si può restare da soli, non solo per testimoniare, ma anche per governare con chi sarà migliore politicamente. Oggi, questo o quello sono uguali. Francesco Querci, Segretario Comunale e Consigliere Provincia di Prato Udc».

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UDC: intervento in Consiglio di Longo sulla SICUREZZA

Oggi abbiamo una grande occasione: il consiglio comunale odierno sulla sicurezza imporrebbe un ampio e quanto mai articolato dibattito tra le forze politiche che oggi siedono in questi banchi.
Parlare oggi di sicurezza significa avere a cuore ogni sfacettatura della realtà che ci circonda, perché a mio modesto modo di vedere, la sicurezza non è solo un aspetto legato alla criminalità, ma ha una veduta molto più ampia, che comunque riguarda in primo luogo tutti i cittadini pratesi.
I cittadini, oggi più che mai, hanno bisogno di sentirsi sicuri, e questo non significa attuare politiche volte sclusivamente a combattere la criminalità, ma significa porre l’accento in modo serio e costruttivo su altri temi. Mi viene in mente ad esempio, la sicurezza del posto di lavoro,o la sicurezza in campo medico, la sicurezza di ottenere da parte dell’amministrazione, un aiuto sotto i più variegati punti di vista.
Accogliamo con molto piacere e favore le opere che la giunta in questi primi mesi di governo sta mettendo in atto, andando a lavoro ieri mattina, era la prima volta che ero contento di stare incolonnato in tangenziale, vedendo quegli uomini al lavoro che provvedevano a rendere nuovo il manto stradale, ormai riempito di buche per la negligenza di molti.
La sicurezza credo stia anche qui, credo che un cittadino si senta sicuro di volere vivere nella nostra città se trova una corrispondenza diretta tra se stesso e gli uomini preposti ad amministrare la città.
Certo, non è meno importante il patto sottoscritto la settimana scorsa dal ministro Maroni, segno che qualcosa si sta muovendo, che la politica messa in atto sin dal principio dal nostro Sin daco, stia dando i primi frutti. Ed è qeusto quello che da cittadino pretendo dall’amministrazione, un’operosità puntuale, che arriva a toccare il problema considerato più piccolo da parte di un singolo cittadino.
Per ispondere alla crisi che ci sta invadendo ancor oggi, dobbiamo dare delle risposte solidalmente, come ci ha chiesto il nostro sindaco e come, credo nella maggior parte delle situazioni, fin ora abbiamo fatto, privilegiando quelle istituzioni che da sempre nei confronti dei bisognosi si sono spesi senza misura , mettendo a disposizione di tutti - senza se e senza ma - risorse economiche e risorse umane : in primis la Chiesa Diocesana tramite la Caritas Italiana ad esempio, e comunque attraverso l'associazionismo cattolico, molto attivo nel nostro territorio. Solo questo permette alla Giunta Cenni una politica del rigore volta a ristabilire sempre e comunque la giustizia sociale, ovvero a non ledere la dignità della persona umana.
Inoltre , l'azione politica silenziosa , costante e operosa messa in atto dall'Unione di Centro (che non rappresenta più solo il voto cattolico, per i più distratti) in appoggio alla Giunta Cenni mostra come questo partito non abbia lottato per posizioni di rendita all'interno del Consiglio Comunale, ma abbia interpretata fin da subito un ruolo fondamentale volto al dialogo fra alleati e con le stesse opposizioni interessate al bene comune.
I problemi di Prato sono così ampi e complessi che le posizioni della Lega, e mi dispiace dirlo, mostrano tutta lo loro limitatezza ed esigua lungimiranza politica , mentre le politiche sociali impongono ben più del rigore estremo, quanto la capacità di mantenere una società civile accogliente e forte nel contrasto alla criminalità. Mi rendo conto che le elezioni regionali sono vicine, ma non credo nemmeno che con attacchi sferrati e privi di alcun senso, si possa fare della politica una strada per risolvere le istanza che oggi ci devono interessare , in quento membri di un’unica maggioranza. Le parola apparse in questi giorni sui quotidiani, e mi rivolgo al collega Tosoni, non voglio credere che siano una linea politica messa in atto dalla Lega nord per distinguersi nelle prossime consultazioni, credo piuttosto che siano un caso isolato di pensieri a voce alta da parte di un singolo, e per questo credo che i toni debbano esser molto più pacati, anzi, come ho più volte sottolineato, tesi sempre al dibattito, purchè costruttivo!
Comunque, né il mio partito, né io siamo soggetti a cui piace soffermarsi molto su queste questioni che non servono a nessunno, stiamo parlando di sicurezza e del futuro della nostra città.
Come dicevo prima, una politica esclusivamente del rigore non può essere solamente la via d’uscita per ritornare ai livelli produttivi di una volta, non può essere nemmeno l’unica soluzione caricare tutti gli extracomunitari su un container e rispedirli a casa. Una politica del rigore significa, a mio parere, una politica volta al rispetto SERRATO delle regole, per Italiani e per extracomunitari indistintamente. Accanto a questa deve essere sempre presente, e mi rivolgo all’ottimo operato dell’Assessore Silli, una politica attenta sull’integrazione. Sia i nostri concittadini che gli extracomunitari che qui lavorano e che sono in regola, hanno saputo integrarsi nel migliore dei modi, trovando nel distretto pratese una risorsa per il loro futuro, non semplicemente una piazza su cui fare piazza pulita annientando la libera concorrenza.
Comunque, se la sicurezza, non è solo legata a fattori di integrazione e di concorrenza l’UDC pratese sta già lavorando affinchè l’amministrazione possa operare per un welfare più innovativo non solo nell’ambito dei servizi, ma anche per altre politiche che possono valorizzare gli ambiti educativi, della cura, del lavoro, del tempo libero, delle politiche tariffarie e fiscali.
È per questo motivo che mi sento di proporre e di buttare sul tavolo una proposta che a mio parere, serva come parte della soluzione da noi tanto auspicata: le modalità di intervento, sia in campo economico, che fiscale, che educativo devono assumere un differente orientamento a seconda della diversa responsabilità delle famiglie rispetto ai figli: ad esempio per le famiglie numerose va misurata adeguatamente la capacità economica correlata al numero dei figli. Questa è ovviamente solo una bozza, ma rispecchia in pieno ciò che noi intendiamo per sicurezza e per rigore: non è solamente con politiche distruttive, e concludo, ma accanto alle posizioni prese dall nostra giunta, alla quale va il pio plauso, chiedo che si tengano in seria considersazione in maniera più che seria, le politiche COSTRUTTIVE - e so che il Sindaco ci tiene molto affinchè gli vengano fatte proposte concrete - perche è solo attuando un giusto mix tra le due, e mettendo a tema la nostra città, senza scontri ideologici tra forze politiche, che si torna alla città intesa come fucina e come artefice di un’economia moderna per il raggiungimento del benessere che vogliamo e che i cittadini ci chiedono.
Antonio Longo

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Querci-UDC: replica a Tosoni (LEGA NORD)

Questa la nostra replica ad un simile disorientamento del consigliere leghista, che mescola compiti istituzionali dell'amministrazione, l'azione di un partito (non confessionale), il ruolo di un Vescovo e mostra lacune sull'azione di volontariato nella nostra città.

UDC PRATO

“Il doppio attacco, riportato questa mattina da alcuni quotidiani locali, della Lega nei confronti della Chiesa Cattolica di Prato e dell'Unione di Centro impone un chiarimento all'interno della stessa coalizione comunale a sostegno del Sindaco Roberto Cenni.

L'arroganza politica espressa dalla Lega, in questo frangente, è ben più di un'intemperanza pre-elettorale; essa, evidentemente, ritiene se stessa l'unica depositaria della politica del rigore, negando l'azione politica messa in atto dalla Giunta Cenni, ben più ampia del semplice contrasto alla criminalità (sic.).
Non è un caso che i segnali mandati dal Sindaco di Prato, negli ultimi tempi, alla società civile, alle stesse opposizioni e, indirettamente, al mondo ecclesiale sono in vista di un ampio coinvolgimento della Città per rispondere alla crisi socio-economica "solidalmente".

In politica, questo significa privilegiare le istituzioni del dialogo, ovvero quelle realtà che, da sempre impegnate indistintamente e indifferente nei confronti di tutti (soprattutto dei poveri e dei bisognosi, delle famiglie come delle singole persone), oggi, più che mai, si stanno adoperando senza misura (senza se e senza ma) e stanno mettendo a disposizione di tutti risorse proprie, economiche e umane; dunque, in primis, la Chiesa Cattolica, la quale agisce tramite la Caritas Italiana (Onlus) e il ricco e variegato associazionismo cattolico (San Vincenzo De Paoli, Misericordie, UNITALSI etc.).

Questo "settore" della società italiana – non solo un’Istituzione –, e in particolare pratese, ricco di virtù religiose e di valori quali la solidarietà e l'accoglienza, permette all’odierna Giunta Cenni - dunque agli stessi spavaldi signori della Lega - una politica del rigore senza derogare dalla giustizia sociale e dal rispetto della dignità umana tout court; o se si preferisce, di non derogare da un serio programma politico volto non al semplice contrasto alla delinquenza (da notare che i maggiori frequentatori delle patrie galere sono ancora gli italiani, poi in secondo luogo i rumeni, poi gli albanesi, infine gli africani fra cui sempre fra i primi si trovano non i sub-sahariani, ma i marocchini; mentre, alla Dogaia di Prato, abbiamo un nutrito numero di cinesi) ma a ristabilire giustizia sociale, dove mancante, e dignità della persona umana.

Il "rigorismo" della Lega, abbandonato a se stesso, non opera per il Bene Comune; è come credere che il semplice contrasto alla criminalità risolva i problemi d'Italia, della Toscana e di Prato (sic). Nessuno con un minimo di conoscenza della storia, dei fatti e dei problemi italiani e pratesi può dar credito ad una visione politica così ristretta e spesso - come dimostra il doppio attacco odierno – volgare.
A Prato , di fatto, le fasce povere della città, siano esse cittadini italiani che stranieri, intra ed extra Unione Europea, si rivolgono ampiamente alla Caritas Italiana della Diocesi di Prato, non ad un Partito, tanto meno alla Lega, così come ai numerosi centri di ascolto parrocchiali e alla stessa opera vincenziana (Società e Conferenze San Vincenzo de Paoli), i quali nel silenzio dei più collaborano ampiamente con gli assistenti sociali – e ad ogni altra istituzione, quali gli stessi Assessorati alla politiche sociali o alla Croce Rossa Italiana - rendendo di fatto un servizio sussidiario, essenziale e incontrovertibile, a tutta la cittadinanza evitando contrasti altrimenti pericolosi per la società civile pratese.
Con tutta franchezza, la Lega sta esacerbando un doloroso e annoso problema di convivenza in una situazione di crisi socio-economica tutto volto al proprio interesse pre-elettorale, non volto al Bene Comune.

Infine, l'azione politica silenziosa, costante e operosa messa in atto dall'Unione di Centro, in appoggio alla Giunta Cenni, mostra come il piccolo partito laico, con ben sedimentati valori e riferimenti cristiani, non abbia sgomitato all'interno del Consiglio Comunale, ma si sia reso garante di una funzione fondamentale – in una moderna democrazia – di dialogo sia fra i medesimi alleati che con le opposizioni, avendo un’unica discriminante, di nuovo, il Bene Comune: funzione – la nostra – ben più essenziale, di vero servizio alla politica, alla società, alla buona amministrazione della cosa pubblica, in vista del futuro e non dell’immediato tornaconto elettorale.

I problemi di Prato - dell'Italia e della nostra regione - sono così ampi e complessi che le posizioni della Lega mostrano tutta lo loro limitatezza, ed esigua lungimiranza politica, mentre le politiche sociali ed economiche rettamente intese, quindi rivolte al Bene Comune, impongono ben più del rigore estremo e immediato, quanto la capacità di mantenere una società civile accogliente, forte nel contrasto alla criminalità, ma coesa.

Una forza politica come l’Unione di Centro, oggi, mostra tutta la sua valenza a servizio della politica e della società; fa politica seria e di “rigore”, non mancando però alla salvaguardia del Bene Comune; mentre la Lega deve spiegare quali sono le sue risorse e le sue politiche a riguardo”.

Francesco Querci
Segretario Comunale UDC Prato

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BOSI (UDC) interroga Governo su CIE in Toscana

Roma, L'onorevole Francesco BOSI (Udc) ha presentato un'interrogazione al ministro dell'Interno (al quale ha risposto ieri sulla linea di quanto dichiarato nella recente visita a Prato), ricordando gli impegni assunti dal Governo per istituire in ogni regione centri di accoglienza e trattenimento immigrati (Cie). Nell'interrogazione, il deputato centrista chiede a che punto sia il mantenimento di questi impegni dal momento che in Toscana, ad esempio, non risulta ancora individuata alcuna soluzione'. Bosi sottolinea inoltre come 'il lavoro delle Forze dell'Ordine sia molte volte vanificato o reso comunque piu' difficile proprio per l'assenza di queste strutture, le piu' vicine delle quali si trovano in Emilia-Romagna'.

Sulla stessa linea aveva avuto modo di esprimersi in Provincia Francesco QUERCI, (Capogruppo Udc), sostenendo la necessità di dare piena attuazione al Patto per Prato Sicura, sollecitando nella sostanza un aumento della dotazione organica delle Forze dell'Ordine sul territorio pratese e prevedendo anche nuove risorse per il Tribunale al fine di garantire l'efficienza e l'efficacia di contrasto. Chiudere il cerchio, dotando la Regione (e quindi la Provincia Pratese) ed in primiis gli organi di polizia e gli uffici giudiziari, dei CEI, quale strumento indispensabile per l'identificazione e l'espulsione di chi delinque sul nostro territorio.

Il CIE va fatto: va fatto bene, con modalità che contraddistinguino uno stato di diritto: secondo giustizia dunque: ubicazione, spazi e funzionalità progettate in modo di assicurare il rispetto della dignità delle persone “ospitate” . Questo il compito e l'azione della nostra Provincia e delle altre amministrazioni che dovrà essere contradddistinta da tempestività, funzionalità ed economicità.

Gli organi stessi di Polizia, i loro sindacati oggi, ce lo chiedono con forza ed a questi bisogna dare una risposta chiara e precisa, in quanto strutture, uomini e mezzi costituiscono elementi tutti egualmente essenziali e complementar Devono essere abbandonate posizione di pregiudizio ideologico, riconduce il dibattito sulla linea delle scelte sovranazionali, oramai recepite in tutta Europa.

Anche un'analisi pur superficiale dei vari interventi a livello europeo. nazionale e regionale, ci conduce che sostanzialmente tutte le parti politiche hanno collaborato e raggiunto un accordo (direttamente o indirettamente) circa la necessità di adozione dei CTP (legge Turco-Napolitano del 1998) prima e dei CIE poi (legge Bossi-Fini 2002 e DLSicurezza 2008) (con la Regione Toscana schierata in prima linea a favore (ex Signa), salvo poi rimangiarsi le parole con lo stesso Martini).

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La strage dei copti la notte di Natale di Tarek Heggy

Il giorno in cui partecipavo alla visita di Magdi Cristiano Allam durante la quale, la sera, affrontava il problema dei cristiani in medio oriente, ricordandoci che questi sono i veri autoctoni dell'area (predominio fino al 700 e garanti dello sviluppo di quell'area), accadeva la strage dei cristiani copti durante la festa natalizia.

Una strage umana e culturale di persone di estremisti che puntano all'odio e all'eliminazione del diverso!

Ritengo utile la presente lettura:


E’ difficile che io scriva quando sono adirato o incollerito. Però oggi sento la necessità di scrivere anche se dentro di me mi sento ribollire. I copti egiziani hanno digiunato per quaranta giorni sino a oggi. Ieri, 6 gennaio 2010, si sono recati in chiesa per la preghiera che conclude il periodo di digiuno e avvia i festeggiamenti del Natale copto. Quegli egiziani, nostri compatrioti, si sono recati a pregare nella chiesa di Naga Hammadi, un villaggio a circa 700 chilometri a sud del Cairo. Dopo la preghiera si apprestavano a lasciare la chiesa per rientrare nelle loro case per consumare per la prima volta dopo sei settimane un pasto contenente della carne. Ma invece di trovare dei fratelli musulmani ad augurare loro buon Natale, hanno trovato altri egiziani come loro ad aprire il fuoco contro di loro ed uccidere otto loro connazionali! Invece di fare gli auguri, hanno ucciso! Invece di raggiungere le loro case per consumare il primo pasto dopo il digiuno sono stati spediti all’altro mondo cosparsi di sangue … solo perché “cristiani”. La verità è che né l’uccisore né gli uccisori sono i soli ad avere premuto il grilletto delle armi che hanno ucciso otto nostri fratelli copti. Di fatto hanno partecipato a questo delitto ripugnante e atroce tutti quei religiosi islamici che hanno predicato, diffuso o scritto sui copti che i copti sono dei dhimmi, appartenenti a una categoria inferiore rispetto ai musulmani della loro stessa patria. Ma perché mai uso il termine “patria” (watan) quando quelle persone non conoscono il significato del termine patria?! Costoro parlano solo di un’entità gelatinosa e immaginaria che si chiama umma! Tra costoro c’è il membro del Consiglio superiore per gli affari islamici che settimane fa ha pubblicato un libro pieno di veleno e discriminazione da potere generare migliaia di persone disposte a uccidere i copti. Ciononostante il nostro stato continua a dargli ampio spazio sui principali giornali egiziani di modo che il suo veleno possa raggiungere il maggior numero possibile di egiziani. Ha partecipato alla strage della notte di Natale a Naga Hammadi ogni persona che in seno al nostro debole stato ha consentito ai religiosi di influenzare l’opinione pubblica in ogni discorso che pronunciano in luoghi che non hanno alcun rapporto con la religione. Se solo quelle voci venissero messe a tacere e fossero costrette a lasciare le questioni che non riguardano la religione agli esperti, ai medici, agli ingegneri, agli studiosi, ai professori di diritto, di psicologia e sociologia … i nostri fratelli che sono stati uccisi la notte scorsa sarebbero ancora vivi perché la mente di chi li ha uccisi non sarebbe stata ricolma di veleno né le loro anime sarebbero state deviate da discorsi degni degli uomini del Medioevo, discorsi che non hanno alcuna attinenza con il sapere, con la rinascita intellettuale che abbiamo vissuto agli inizi del Novecento. Ha partecipato a quell’atroce delitto anche chi ha permesso che nella nostra società si perpetuasse per decenni la farsa dei tribunali che condannano di apostasia facendoci ritornare al medioevo. Ha partecipato al delitto di ieri anche chi non si è mostrato determinato a porre fine a questioni di poca importanza come la legge sugli interessi bancari, la donazione degli organi e il richiamo unico alla preghiera … poiché gli esperti di scienze dell’amministrazione conoscono bene gli effetti disastrosi della diffusione di certi sentimenti in qualsiasi ordinamento, associazione, società che è governata da persone tutt’altro che serie, tutt’altro che determinate. Ha partecipato all’atroce delitto della notte di Natale quella guida della massima istituzione religiosa egiziana quando ha dibattuto della virtù del bere l’orina del Profeta, quando un suo collega ha parlato della liceità di sposare una bambina di nove anni, quando un altro suo collega ha parlato dell’allattamento di un adulto da parte di una donna affinché possano condividere lo stesso ufficio. Ha partecipato alla strage chi ha deciso di pubblicare relazioni redatte da quei ciarlatani e che meritavano di essere messe a tacere. Se ci fosse stata una sola persona che avesse detto che alle istituzioni religiose non spetta decidere degli interessi bancari, della donazione degli organi e che ai religiosi spetta di deliberare solo sulle questioni religiose allora non saremmo arrivati a questo punto! Ha partecipato alla strage chi è rimasto indifferente al rapporto del dottor Gamal al-‘Utayfi, pubblicato 35 anni fa, sull’attacco ai copti di Damietta. Ha partecipato al delitto ogni scrittore, ogni giornalista che ha minimizzato l’atrocità, la viltà di decine di eventi simili a quello di Naga Hammadi, descrivendoli semplicemente come “casi isolati”. Ha partecipato a questo delitto chi ha costretto i copti in decine di occasioni come quella della notte di Natale a una pace formale e a mentire spudoratamente davanti alle telecamere. I fatti di Naga Hammadi sono il risultato naturale di una pessima gestione che fa che sì che questa strage non sarà l’ultima del genere poiché tutto ciò potrà essere fermato solo con misure ferme nei confronti dei nemici dei nostri fratelli e compatrioti egiziani. Sì, perché loro non sono certo nostri prigionieri a partire dalla conquista islamica dell’Egitto! Bisogna agire, bisogna sanare la situazione e l’amministrazione deve mostrarsi determinata e mettersi al servizio di quel che tutti noi chiamiamo Egitto.
(traduzione dall'arabo di Valentina Colombo)

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Regionali: All'opposizione con in mente un nuovo modello di partito.

Stasera si terrà la riunione provinciale per coordinare la presenza di UDC-Prato al Comitato regionale di Sabato 9 gennaio, durante il quale verrà presa la decisione riguardo le alleanze e le candidature alle regionali.

Personalmente, sosterrò la linea dell'indipendenza dai due schieramenti

Una PDL ancora incapace di determinare una candidatura, che ancora oggi per bocca di Verdini, si prende altri dieci giorni di riflessione (Corriere Fiorentino) per contrappore un nome al Signor Rossi del PD (attuale assessore regionale alla sanità). Alla richiesta dell'UDC di un candidato super partes che riproponesse a livello regionale., l'esperienza pratese con il Sindaco Cenni, non ha corrisposto alcuna reale determinazione in tal senso.

Una allenza col PD in Toscana, dove storicamente ci ha visto contrapporsi ai Ds prima,al PD oggi, non pare strada percorribile, tanto più che anche in questo caso ci si trova di fronte ad un personaggio che ben affonda le sue radici nella storica linea di sinistra e certo non riformista, con una IDV che ha ritirato la propria candidatura in favore di Rossi.

Infine, resta fondamentale il nostro disappunto e la condanna del PD e della PDL per avere voluto togliere il VOTO DI PREFERENZA (differentemente dalle altre regioni d'italia), nonostante una recente riforma (peggiorativa qualora ci fosse stato modo), che ha ancora maggiormente vincolato le candidature ai partiti o meglio ai segretari di partito, scippando ogni decisione non solo agli elettori, ma anche alla base dei movimenti e degli stessi partiti .

Le Regionali dunque, che restino per noi una testimonianza di un NO ad un modo di fare politica, un SI alla riforma in senso democratic dei partiti, di riforma e di rinnovamento.
All'opposizione con in mente un nuovo modello di partito.

Francesco Querci
Segr.o com./cons prov)

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Dopo Casini: la riflessione "politica"

Un Palazzo Novellucci gremito di tanta brava gente, di destra, di centro, di liberi cittadini venuti per conoscere e per capire dove un leader come Casini sta conducendo un partito.
A Pier Ferdinando interessa far capire alla gente, cioè ai cittadini italiani, che oggi si può non essere con Berlusconi senza essere di "sinistra". Ciò implica "non essere" di destra, dunque esprimere nei modi e nei contenuti una politica assolutamente alta nello stile di De Gasperi, dei
padri fondatori della nostra "prima" repubblica senza essere minimamente nostalgici.

A Pier Ferdinando interessa mostrare che può esserci una politica condotta da un leader, però a servizio di un progetto politico dentro un partito che ha una storia, che ha delle radici, che ha delle tradizioni, senza niente togliere alla politica che media e traguarda il futuro.

A Pier Ferdinando interessa il futuro, non
tanto l'emergenza, perché comprende che formare un "terzo" polo nell'era del berlusconismo è un'operazione difficile e lenta, e come tale va condotta sapendo riparlare alle persone, oltre agli stessi media; uno strapotere asservito al potere.

Pier Ferdinando ha parlato a Prato? Alla città di Prato?

chi si attendeva discorsi lusinghieri per quel candidato sindaco o per quel candidato presidente di provincia è rimasto deluso. Pier Ferdinando è uno statista, forse l'unico oggi in Italia: ha dato una lezione di politica, dunque, ha premesso delle condizioni per qualsiasi tipo di appoggio.


Ha ascoltato Cenni, ma gli ha detto anche che se "vorrà" essere Sindaco, dovrà avere saldi valori e tradizioni per non scivolare nella demagogia e nel populismo in una società che è e sarà "multi-etnica".

L'Unione di Centro è un partito che si candida, da oggi in avanti, ad essere alternativa vera, non populista, non demagogica, ma anche ad esser fondamento sicuro per tutti coloro che, candidandosi alla guida di una città come di una provincia, vogliono trovare riferimenti culturali e valoriali della più alta tradizione politica italiana ed europea; senza saldi ancoraggi la politica non solo latita, ma risponde solo alle emergenze e si allontana drasticamente dalla società civile.










Cenni può contare su di un partito dai grandi valori europei e cristiani. La sfida con il PD, a Prato, si vince sapendo guardare oltre berlusconi; sapendo ancorarsi a valori e lanciare ponti, rimanendo ben radicati al centro.

Pier Ferdinando non ha lusingato nessuno ieri, a Prato, solo ha ricordato che la politica è la cosa più seria in un momento di crisi come
questo; e non è né del PD, né tanto meno della PdL.

C'è differenza a sostenere Cenni passando dall'Unione di Centro. Questo va ricordato a tutti gli elettori che domani andranno a votare.
Non è un caso che la scelta di Enrico Mencattini assieme a Francesco Querci è stata quella di muoversi con discrezione - da soli - candidando il partito alla guida di una delle Province italiane più piccole, ma anche più significative.

Rispe
tto al PD, questa opzione è l'unica alternativa valida, ma soprattutto l'unica seria politicamente.

Auguri a tutti i candidati rossi, verdi, azzurri, gialli, bianchi...
di Filippo Boretti

foto di alessandro coppini

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Querci ed il Programma della Provincia dei prox giorni

Sabato 23 maggio: Querci sarà Sabato mattina presso il Gazebo dell'UDC in Piazza Delle Bigonce a Prato dove alle 12,00 presenterà il proprio programma Intervista con Tv Prato.

Sabato 23 maggio: A pranzo si tretterrà con l'On. Ciocchetti
candidato alle europee per l'UDC


Sabato 23 maggio: Alle ore 18,30 sarà al Campo Sportivo di Maliseti insieme a Roberto Cenni


Sabato 23 maggio: a cena con la moglie e bambini a festeggiare il suo compleanno


Domenica 24 maggio: Querci sarà Sabato mattina presso il Gazebo dell'UDC in Piazza Del Duomo


Lunedì 25 Maggio, via Gozzi angolo via della Gualchiera a Prato, Querci presenta la candidatura a consigliere provinciale di FILIPPO BORETTI. "Chi vuol venire è bene accetto. Di chi ho bisogno? Di persone che si mettono in gioco - comunque votino - e che trovano interessante la mia candidatura. Ah, manca tutto, dal mangiare alla musica, alla gente... "

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MARTEDI 19: MARCHI con QUERCI PER LA PROVINCIA: misure d'intervento per il distretto


momenti della serata






ARMANDA GORI ARTE
ore 21,00
presentazione del candidato al collegio 5 Udc, con inaugurazione mostra d'arte contemporanea.
In occasione della presentazione del candidato alla Provincia, Lorenzo Marchi, verrà anche presentato il Piano Programmatico del candidato alla Presidenza Francesco Querci, con le misure d'intervento nel breve, medio e lungo termine per il rilancio del distretto.


La "location", un luogo di "cultura".
Sua Centralità per il Rilancio del Territorio della provincia.

www.francescoquerci.it (vai al programma)
il blog UDC PRATO

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MOZIONE: sul voto di preferenza UDC

PRATO:
presentata in Consiglio la seguente





MOZIONE:

Sulla necessità di mantenere e ripristinare nei sistemi elettorali il voto di preferenza

RICHIAMATO
il dibattito in merito alla volontà del governo di modificare l’attuale sistema di voto per le elezioni europee, prevedendo un’alta soglia di sbarramento nonché l’eliminazione del voto di preferenza;
RITENUTO
che il sistema di voto con liste bloccate, e con l’elezione in ordine di lista, già sperimentato anche nelle recenti elezioni politiche per la Camera dei Deputati, consegna ai vertici dei partiti il potere pressoché assoluto di predeterminare la scelta della classe dirigente, mortificando e impedendo il diritto dei cittadini a una partecipazione effettiva, e alla possibilità di scelta diretta, dando una spinta all’allontanamento degli elettori dalla politica, aumentandone la disaffezione, così negando il valore della partecipazione democratica;
RITENUTO
altresì che le possibili distorsioni legate ai costi del voto di preferenza possono essere scongiurate con rigorose regole di controllo dei tetti di spesa e sulle norme di comportamento;
RICORDATO
che anche l’attuale sistema elettorale regionale ha privato l’elettore del diritto di scegliere direttamente i propri rappresentanti, prevedendo liste bloccate, senza preferenza
INVITA
il Governo e il Parlamento
a non apportare modifiche al sistema di voto europeo che esproprino i cittadini del diritto di scegliere, con il loro voto di preferenza, i deputati da eleggere, nonché ad evitare che la determinazione di soglie di sbarramento troppo alte, mirate non ad evitare, giustamente, un’eccessiva frammentazione, bensì a favorire unicamente un meccanismo artificiale di bipartitismo;
ad avviare iniziative legislative mirate alla reintroduzione del voto di preferenza per le elezioni politiche, o comunque a garantire all’elettore il diritto-dovere di scegliere il loro rappresentante in parlamento;
il Consiglio Regionale della Toscana
a rivedere la vigente legge elettorale prevedendo il ripristino del voto di preferenza per restituire sostanza alla partecipazione democratica nella scelta dei loro rappresentanti in Consiglio Regionale.
Francesco Querci (segr com Prato)

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