Provincia; Direttore Generale / Gestri
Posted On mercoledì 13 luglio 2011 at alle mercoledì, luglio 13, 2011 by Avv. Francesco QuerciL'Unione di Centro intervenne immediatamente con un'interrogazione mirata a rilevare l'inopportunità e probabilmente l'illegittimità di procedere alla modifica del REGOLAMENTO PROVINCIALE della Provincia, ESCLUDENDO il REQUISITO della LAUREA per la nomina del Direttore Generaledell'Ente.
Questo ben prima della nomina dell'attuale Direttore Cecchi.
Riporto le motivazioni che rimangono valide oggi e aiutano a comprendere l'attuale situazione, degenerata con gli esposti alla Procura.
I dubbi sulla convenienza dell'operazione sono sorti dalla concorrenza di due circostanze: la prima che l'ex Presidente Logli aveva ritenuto nella scorsa legislatura di non nominare un nuovo Direttore Generale, ritenendo evidentemente non essenziale tale figura ed economicamente non conveniente per l'Ente ed il tutto ovviamente in una situazione di controllo di spese di gestione, anche in funzione del patto di stabilità.
Dall'altra che per la nomina del Direttore, oggi, si giunge anche alla modifica del Regolamento per modificare i requisiti per accedere a quella carica: in sostanza non è più necessaria la Laurea universitaria, quando questa invece risulta prevista come essenziale per l'assunzione come dirigente di ente pubblico.
I due aspetti sono entrambi importanti.
Il primo, quello del costo, incide direttamente sui parametri per il calcolo del "Patto di Stabilità". E' circostanza nota che la spesa per il personale è uno dei fattori principali che va ad incidere sulla valutazione del rispetto del patto di stabilità. Una nuova assunzione di un Direttore Generale con un rilevante impegno di spesa stimato per oltre , oltre ai temi noti legati alla congiuntura economica ed i costi della politica, andrà a ripercuotersi inevitabilmente sulla gestione dell'Ente, anche di quel personale, potenzialmente necessario ed altamente professionale, per porre in essere quella complessa progettuallità legata ad esempio all'ambiente, alla formazione e alla ricerca.
Non giungere, dunque. a penalizzare l'Ente anziché favorirlo, proprio sugli obiettivi prepostosi in campagna elettorale.
Il secondo, quello della Laurea, attiene invece a quel requisito minimo, ma rilevante, idoneo a manifestare una certa professionalità per ricoprire la carica di direttore generale; non a caso prevista per tutti i dirigenti pubblici. Il Direttore Generale - si ricorda - costituisce una figura dirigenziale ‘di alta professionalità’ e a ‘competenza limitata’, con proprie e specifiche competenze.
Che la legge lo consenta oppure no, non sta al mio gruppo politico valutarlo, ma sicuramente la laurea rappresentava quel minimo di garanzia al quale affiancare il curriculum più appropriato per la carica in questione.
Sebbene la giunta ha operato la modifica dell'articolo 6 del regolamento questa, a nostro avviso, potrebbe essere non sufficiente a giustificare l'operazione e superare le previsioni statutarie proprie dell'Ente, posto che lo Statuto che impone la riduzione dei servizi per il miglioramento dei servizi, l'efficienza della gestione e l'ottimizzazione dell'impiego del personale", ovvero il rispetto del "principio della semplificazione amministrativa e di gestione nell'ambito del rapporto costi-benefici".
L'attività della giunta opera quindi in un contesto particolare, in contraddizione con la linea politica precedente dell'Ente tenuta nella scorsa legislatura e, pertanto, particolarmente forti e chiare dovranno essere le motivazioni del Presidente per la reintroduzione del c.d. "city manager" per la Provincia di Prato, quale figura di raccordo fra pubblico e privato, una figura che privilegerebbe si la gestione per l'efficienza, sebbene, sappiamo, non essere sempre condivisa dagli stessi enti locali e di cui ancora oggi oggetto di interpretazione ed evoluzione normativa.
Francesco Querci Capogruppo UDC Consiglio Provinciale
Interrogazione Querci (UDC) sostegno (giovani e donne) per formazione piccole e medie imprese.
Posted On mercoledì 6 luglio 2011 at alle mercoledì, luglio 06, 2011 by Avv. Francesco QuerciOggetto: interrogazione- in merito alla attivazione di misure a sostegno della formazione per le piccole e medie imprese
VISTO il rapporto annuale dell’IRPET 2010 che mette in evidenza la crescita economica debole edisomogenea della Toscana che allarga le maglie della disoccupazione
VISTO anche il rapporto annuale dell’ISTAT 2010 dove è in aumento la disoccupazione di lunga durata, cioè di coloro che non cercano lavoro attivamente in quanto, lo scoraggiamento e l’attesa degli esiti di passate azioni, sono i motivi fondamentali della mancata ricerca attiva del lavoro.
CONSIDERATO inoltre che la “ripresina” dell’economia toscana è stata definita “asimmetrica” poiché ha toccato solo le grandi imprese, orientate all’export, capaci di investire risorse in tecnologia ed innovazione e in piani di riorganizzazione aziendale.
EVIDENZIATO invece che le piccole e medie imprese, il tessuto tipico della nostra economia, accusano i problemi maggiori di mancata crescita con perdite preoccupanti nel manifatturiero: tessile, calzature, oreficeria e legno/mobili, da sempre il fiore all’occhiello dei distretti industriali e artigianali per l’ espressione di alte professionalità spesso difficili da tramandare.
RIPRESE alcune indagini sul mondo del lavoro e della formazione presentate dalle associazioni di categoria e da specialisti in materia in cui si sottolinea la mancata valorizzazione delle conoscenze pratiche rispetto a quelle teoriche con conseguente svalutazione delle attività manuali, considerando che, in controtendenza, in Italia si registra la più alta disponibilità di posti di lavoro manuali che restano scoperti per mancanza di competenze professionali
RICHIAMATI il Programma operativo toscano del FSE (fondo sociale europeo) 2007-2013, e il Piano regionale integrato per i giovani, tra le cui priorità ci sono azioni di sensibilizzazione del sistema produttivo locale nella direzione di una maggiore domanda di occupazione qualificata ed istruita; la necessità di assumere, tra i target di utenza da raggiungere, anche i soggetti appartenenti alla disoccupazione allargata e alla forza lavoro potenziale in modo da poter perseguire con successo l’obiettivo di innalzare il tasso di occupazione;la necessità di interventi mirati e qualificati per l’occupazione femminile che richiede la valorizzazione di tutti gli strumenti disponibili per far fronte alle problematiche legate ai tempi di vita familiare, di lavoro, di formazione
Per tutto quanto sopra esposto
interroga il Presidente e la Giunta provinciale per conoscere
- quali misure sono state adottate, o intendono adottare, per favorire l’occupazione nella piccole e medie imprese attraverso la promozione della formazione professionale che possano introdurre nelmondo del lavoro “figure idonee” e qualificate coinvolgendo direttamente anche le associazioni di categoria del territorio visto che i giovani non chiedono misure “assistenziali” ma “opportunità”
Francesco Querci
(Gruppo Provinciale Unione di Centro (UDC)
Immigrazione - 08 Luglio -
Posted On martedì 5 luglio 2011 at alle martedì, luglio 05, 2011 by Avv. Francesco Quercinecessità di dialogo per il bene comune

“GIOCHI e SCOMMESSE fra illegalità e dipendenze: un’emergenza per Prato?” Prato, 19 Maggio 2011, Palazzo Banci Bonamici
Posted On venerdì 20 maggio 2011 at alle venerdì, maggio 20, 2011 by Avv. Francesco Querci“GIOCHI e SCOMMESSE fra illegalità e dipendenze: un’emergenza per Prato?”
Prato, 19 Maggio 2011, Palazzo Banci Bonamici
Clicca su TV PRATO per vedere il servizio
La risposta di pubblico
Dopo l’introduzione del consigliere provinciale Francesco Querci, l’Avvocato Cino Benelli di Lexgiochi ha rilevato insieme alla Dott.ssa Stacchini, gli aspetti giuridici e regolamentari con particolare attenzione agli Enti Locali.
Ludopatia e i progetti sul territorio sono stati esposti dalla Direttrice del SERT, Dott.ssa Antonella Manfredi, da Piero Iannello delle Federconsumatori per il progetto ALEA (con ASL e CIES) e lo psicologo Marco G. Degl’Innocenti per quanto riguarda le nuove dipendenze (Web/Internet/videogiochi).
La formula workshop ha favorito e acceso il dibattito al quale hanno attivamente partecipato, fra gli altri, l’Assessore alla sanità Dante Mondanelli e allo sviluppo economico Roberto Caverni nonchè rappresentanti del mondo dei consumatori Stefano Bellandi (segretario provinciale CISL) e Paolo Noci (Presidente Federconsumat
ori), ponendo l’accento sulla difesa della persona e il recupero del valore dell’educazione all’interno delle famiglie.Il dato che Prato ha una spese pro-capite superiore alla media nazionale (ca. 1000,00/annue, rende la nostra provincia appetibile per chi intenda sviluppare il Gioco, legale ma anche illegale, assecondando anche la propensione al gioco della comunità cinese, che già oggi registra il 30% dei giocatori totali.
Un tavolo fra i maggiori attori (ASL, Comune, Provincia e Confcommercio) per sviluppare canali informativi sul tema e nuovi regolamenti, la proposta “politica” che ne è uscita dalla serata per operatori e amministratori.
Francesco Querci Cons. Prov. Udc
per ricevere la documentazione della serata contattare info@francescoquerci.it - info@lexgiochi.it
Giochi e Scommese: Illegalità e Dipendenze (Prato)
Posted On martedì 17 maggio 2011 at alle martedì, maggio 17, 2011 by Avv. Francesco QuerciOrganizza e patrocinia Gruppo Provinciale UDC, con DOMANI PRATO, NUOVA PRATO e LEXGIOCHI
19-05-2011 Palazzo Banci Bonamici, Via Ricasoli (sede Provincia)
Vi restano coinvolti uomini. donne anziani giovani.
Il Giococo, quale libera espressione della personalità, necessita dunque di tutela e regolamentazione.
A PRATO il fenomeno si può profilare in modo ancora più preoccupante per la massiccia presenza della comunità orientale, notoriamente dedita al gioco.
La PAROLA passa così a chi ha in mano i dati e le informazioni per meglio comprendere il problma e potere agire positivamente sul territorio.
ne parlano
Paola PANCINI (Nuova Prato)
Francesco QUERCI (consigliere Provinciale UDC)
Stefano BELLANDI, segret. Gen. CISL PRATO
Cino BENELLI, giurista LEXGIOCHI
Sonia GARCIA, Dirigente S.ERT/ASL4
Marco GAMANNOSSI DEGL'INNOCENTI, psicologia-giuridica
Piero IANNELLO, direttore federconsumatori PRATO
Antonella MANFREDI, Direttore S.ERT/ASL4
Italo MARCOTTI, Pres. Nazionale Federbingo
Paolo NOCI, Pres. Federconsumatori PRATO
Lorenzo Sacchetti esperto e autore di pubblicazioni LEXGIOCHI
Roberto CAVERNI, assessore Comune PRATO
Dante MONDANELLI, assessore Comune PRATO
Dalla Regione: dura critica alla Sanità Toscana
Posted On venerdì 15 aprile 2011 at alle venerdì, aprile 15, 2011 by Avv. Francesco QuerciIl Presidente Rossi, infatti, ha omesso sempre di chiamare in causa il dipartimento della Giunta Regionale che avrebbe dovuto vigilare e richiamare la ASL ad una gestione corretta e più aderente alle risorse a sua disposizione.
Perchè a Massa si spendeva più di quello che avrebbe permesso il finanziamento regionale? Questa "caduta dalle nuvole" del Presidente non è accettabile. I campanelli d'allarme di una cattiva gestione, erano molteplici: la segnalazione della Corte dei Conti sull'esposizione di cassa di quasi 60 milioni mai rientrata; le relazioni del MES del S. Anna di Pisa, che evidenziavano come in quell'ASL, il tasso di spedalizzazione, era al 174 x 1000 in confronto ad una media regionale del 148, una forte spesa farmaceutica e quella del personale del 30% più alta, tanto per citarne alcuni.
L'opinione pubblica ha bisogno di conoscere fino in fondo le responsabilità penali, amministrative, contabili e anche quelle politiche da attribuirsi alla Giunta Regionale, che negli anni ha messo in piedi tutto un apparato di controlli molto costoso, senza però contemporaneamente svolgere il necessario ruolo di coordinamento come deve fare un'amministrazione che funziona senza fidarsi esclusivamente delle consulenze esterne che, fra l'altro, figurano come controllori-controllati. Questa vicenda ha dimostrato come la gestione della sanità toscana non sia purtroppo così virtuosa come finora annunciato.
(gruppo Udc)
Mozione UDC in Regione su Accoglimento
Posted On venerdì 8 aprile 2011 at alle venerdì, aprile 08, 2011 by Avv. Francesco Querciieri in Consiglio è stata approvata a maggioranza la mozione sull’accoglienza in Toscana dei migranti provenienti dal Nord d’Africa sottoscritta da noi e dai gruppi di maggioranza. Le misure messe in atto dalla Toscana di fronte all’emergenza immigrati e all’accoglienza dei profughi, decidendo di non concentrarli in un’unica struttura come indicato dal Governo inizialmente, sono condivisibili. Dislocare in piccoli centri in varie zone della regione significa facilitare l’integrazione e l’inserimento nonché un minore impatto sociale sulla popolazione toscana. Condividiamo inoltre l’impostazione di non accogliere altri profughi nella nostra regione finchè altre realtà come l’Emilia Romagna, ma anche Veneto, Piemonte e Lombardia non si faranno anch’esse carico del problema dell’ospitalità. Risulta incoerente invece il comportamento del sindaco di Pisa. Si è opposto fermamente – e a nostro parere in modo giusto – all’utilizzo della struttura di Coltano per una tendopoli, ma poi ha dato il nulla osta all’uso dell’ex ospedale ortopedico di Calambrone senza dire niente a nessuno, provocando le rimostranze di cittadini e imprenditori che lo hanno costretto poi ad accettare lo spostamento dell’accoglienza su San Rossore.
Un ringraziamento va al mondo del volontariato, in particolare quello di stampo cattolico, che si è mobilitato e impegnato in maniera encomiabile nella gestione dell’emergenza e dell’accoglienza.
Infine una nota nazionale e internazionale: l’accordo del Governo con la Tunisia, se viene rispettato, è un importante passo in avanti. Naturalmente una cosa sono i profughi, un’altra i clandestini, verso i quali occorre essere intransigenti. Dobbiamo però essere consapevoli che tragedie come quelle accadute mercoledì scorso nel Mediterraneo in cui sono morte 250 persone devono farci riflettere per mettere in atto politiche di solidarietà verso le popolazioni del Nordafrica e le loro speranze di democrazia e benessere. Il resto dell’Europa non può lavarsi le mani di un fenomeno di emergenza mondiale. È una situazione che va governata da tutti e di certo non con inutili e deprecabili slogan come quelli di Bossi .
Cordiali saluti.
Il Presidente gruppo Unione Di Centro Regione Toscana
Giuseppe Del Carlo
un Esercito Regionale? by Lega - inaccettabile -
Posted On martedì 5 aprile 2011 at alle martedì, aprile 05, 2011 by Avv. Francesco Querciun Esercito Regionale? by Lega - inaccettabile -
Posted On martedì 5 aprile 2011 at a martedì, aprile 05, 2011 by Avv. Francesco Querci La Lega promuove un esercito regionale, cosicchè la Toscana in caso di Ordine Pubblico o Calamità avrebbe a disposizione un'autonoma forza militare, armata in modo leggero per fare fronte alle varie emergenze. Quindi un nuovo corpo militare/di polizia che va ad aggiungersi a Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, polizia Provinciale e polizia municipale.
Così dopo le ronde, un esercito made in Tuscany.
Si consideri, e l cosa non è di poco conto,che la creazione di un esercito implica l'impiego di risorse ingenti, l'acquisizione di immobili e mezzi, la crezione di un organigramma, ufficiali,sottofficiali e via dicendo, con una lievitazione di costi per la comunità che definirei da "irresponsabile", solo averlo immaginato.
In un momento in cui le nostre forze di polizia sono impegnate ad ogni livello per fare fronte all'emergenze, il nostro esercito è impegnato a livello globale in missioni assai delicate, il partito del carroccio si inventa - per una sprovveduta ricerca di un riscontro mediatico (e forse non solo!) - una nuova forza armata in grado inevitabilmente di sottrarre quelle risorse indispensabile al mantenimento degli impegni dell'Esercito Italiano e delle forze di Polizia.
Se si volesse seriamente approcciare la questione, bisognerebbe parlare di maggiore investimenti per le forze di polizia sul territorio, dotandole di ogni mezo all'avanguardia per fronteggiare le emergenze conseguenti agli esodi,umanitari sempre più massicci o le calamità naturali e per il contrasto all'illegalità, specie quella di carattere organizzata o finanziaria che necessita di reparti investigativi sempre più tecnologici e all'avaguardia come addestramento e mezzi.
Rafforzare i Tribunali, inoltre, dove lo stato di diritto deve essere tutelato quale segno distintivo di civililtà e di una democrazia per uno stato moderno (assieme al sistema carcerario), invece di pensare a escogitare qualcosa che, in relatà, cozza con il sentimento d'unitarietà del nostro Esercitito che, a llivello mondiale, si è sempre dimostrato all'altezza di qualsivoglia sfida a livello umanitario, a confronto di eserciti ben più blasonati a livello militare.
L'Esercito Italiano e le Forze di Polizia, carabinieri e Finanza, in campo umanitario sono divenuti un'eccellenza italiana, da premiare e certo non da penalizzare.
Francesco Querci
Consigliere Provinciale
un Esercito Regionale? by Lega - inaccettabile -
Posted On at alle martedì, aprile 05, 2011 by Avv. Francesco QuerciCosì dopo le ronde, un esercito made in Tuscany.
Si consideri, e l cosa non è di poco conto,che la creazione di un esercito implica l'impiego di risorse ingenti, l'acquisizione di immobili e mezzi, la crezione di un organigramma, ufficiali,sottofficiali e via dicendo, con una lievitazione di costi per la comunità che definirei da "irresponsabile", solo averlo immaginato.
In un momento in cui le nostre forze di polizia sono impegnate ad ogni livello per fare fronte all'emergenze, il nostro esercito è impegnato a livello globale in missioni assai delicate, il partito del carroccio si inventa - per una sprovveduta ricerca di un riscontro mediatico (e forse non solo!) - una nuova forza armata in grado inevitabilmente di sottrarre quelle risorse indispensabile al mantenimento degli impegni dell'Esercito Italiano e delle forze di Polizia.
Se si volesse seriamente approcciare la questione, bisognerebbe parlare di maggiore investimenti per le forze di polizia sul territorio, dotandole di ogni mezo all'avanguardia per fronteggiare le emergenze conseguenti agli esodi,umanitari sempre più massicci o le calamità naturali e per il contrasto all'illegalità, specie quella di carattere organizzata o finanziaria che necessita di reparti investigativi sempre più tecnologici e all'avaguardia come addestramento e mezzi.
Rafforzare i Tribunali, inoltre, dove lo stato di diritto deve essere tutelato quale segno distintivo di civililtà e di una democrazia per uno stato moderno (assieme al sistema carcerario), invece di pensare a escogitare qualcosa che, in relatà, cozza con il sentimento d'unitarietà del nostro Esercitito che, a llivello mondiale, si è sempre dimostrato all'altezza di qualsivoglia sfida a livello umanitario, a confronto di eserciti ben più blasonati a livello militare.
L'Esercito Italiano e le Forze di Polizia, carabinieri e Finanza, in campo umanitario sono divenuti un'eccellenza italiana, da premiare e certo non da penalizzare.
Francesco Querci
Consigliere Provinciale





